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L’emergenza legata al Covid-19 ha messo a dura prova imprese e professionisti, portando alla nascita di strumenti di protezione del tutto inediti. Qonto, la banca francese con servizi dedicati a professionisti e PMI, ha instaurato una partnership con Yalo, azienda specializzata nei servizi digitali per l’intermediazione assicurativa.

Le soluzioni pensate per far fronte alla crisi economica ed organizzativa dovuta alla pandemia, sono nate proprio dalle difficoltà maggiori di imprese e professionisti. Vediamo allora di cosa si tratta e in che modo Qonto e Yalo cercano di supportare i loro clienti.

Un’assicurazione che protegge dai rischi della pandemia

La quarantena, le restrizioni e la battuta d’arresto dei consumi, hanno costretto professionisti e PMI ad adattarsi alle novità e compiere scelte inaspettate. Questa nuova capacità di adattamento non ha però risparmiato grandi difficoltà per questi importanti attori dell’economia.

Durante alcuni periodi, la diffusione del Covid-19 sembra accelerare e molte imprese si sono ritrovati con molti dipendenti e collaboratori contagiati dal virus. I periodi di convalescenza ed isolamento fiduciario sono spesso lunghi e imprevedibili, perché il decorso della malattia è diverso da una persona all’altra.

Mentre alcuni contagiati non accusano sintomi di nessun tipo, altri sono costretti al ricovero ospedaliero per sottoporsi alle necessarie terapie. Una situazione di questo tipo può mettere in crisi l’organizzazione delle PMI e l’attività dei professionisti.

Qonto e Yalo hanno quindi pensato di proporre ai propri clienti una polizza ad hoc, chiamata Yalo Protezione Pandemia. Si tratta di una polizza sanitaria che prevede indennizzi in caso di sindromi influenzali come il Covid-19, così da supportare imprese e collaboratori in caso di ricoveri e convalescenze.

È la prima volta che una società fintech instaura una partnership di questo tipo con il settore insurtech. Sembra che la direzione intrapresa sia quella di soluzioni aziendali sempre più integrate, che facilitano le imprese e i professionisti con servizi ad ampio spettro.

I servizi legali compresi nell’assicurazione business

Le novità non finiscono qui, perché Qonto e Yalo propongono ai loro clienti anche Yalo Tutela Legale. La polizza in questione tutela imprese e professionisti in caso di procedimenti civili, penali e amministrativi, ma anche in caso di controversie extragiudiziali.

I clienti Qonto che intendono stipulare la polizza legale, possono contare anche su uno sconto molto interessante, che rende la stipula ancora più conveniente. Per ogni sinistro è previsto un indennizzo fino a 15.000€, così da affrontare le problematiche legali senza difficoltà.

Tra i vantaggi di queste polizze c’è anche l’opportunità di gestire sia i prodotti assicurativi che quelli bancari direttamente da pc o smartphone. La sottoscrizione delle polizze si svolge interamente online e con la massima sicurezza.

I servizi digitali al servizio di professionisti e imprenditori, sembrano quindi entrati in una nuova era. Grazie a queste partnership, oggi i clienti della banca possono interfacciarsi con un unico soggetto, ma usufruire di un ventaglio di servizi sempre più ampio e competitivo.

Le nuove modalità di accesso ai servizi assicurativi sono molto apprezzate dai clienti, non solo per la gestione facile e interamente online, ma anche perché si tratta di soluzioni create apposta per le nuove difficoltà emergenti, come quelle legate alla pandemia.

 

Il settore bancario tedesco è stato di recente scosso dal caso Wirecard e di fatto ha fatto tremare tutto il settore fintech. Prima che scoppiasse lo scandalo, il comparto tecnologico applicato alla finanza faceva ben sperare, con una crescita costante e numeri da record. Adesso nel mondo finanziario sono emersi dei dubbi e una legittima diffidenza. Per capire meglio se si tratta di dubbi giustificati, facciamo luce sul caso Wirecard.

Caso Wirecard: cosa è successo davvero

Wirecard è una concorrente di Paypal e Western Union, infatti offre la tecnologia necessaria per trasferire denaro online e per emettere le carte di pagamento. Le carte SisalPay, ad esempio, si appoggiano proprio alla tecnologia Wirecard e i titolari di queste carte di recente hanno avuto qualche grattacapo. Le carte sono state sostituite con altre emesse da Banca5, ma la preoccupazione è stata forte.

I problemi sono nati quando il bilancio 2019 è stato ritirato in tutta fretta, perché all’appello mancano quasi 2 miliardi di euro. Il denaro avrebbe dovuto essere depositato presso una banca filippina, ma dai controlli è risultato che quel denaro non è mai transitato dalle Filippine e, di fatto, non è mai esistito.

Le conseguenze dello scandalo Wirecard

Lo scenario appena descritto ricorda vagamente il crac della Parmalat ed è facile immaginare che la società tedesca non si sia mossa in modo trasparente. Questa faccenda avrà di certo delle ripercussioni sul sistema bancario tedesco, che finora era considerato una vera eccellenza e un esempio di affidabilità.

Wirecard fa parte di un gruppo molto più grande, che include anche una banca tedesca. Un altro dato preoccupante è il rating che l’agenzia Moody aveva dato a Wirecard a fine agosto 2019. Il rating era Baa3, lo stesso cha ha attualmente l’Italia e che non lascia presagire nessun fallimento.

Questo particolare ha fatto emergere diverse perplessità in merito alla corrispondenza tra lo stato di salute reale delle società e il rating. Di certo adesso ci sono forti dubbi sull’affidabilità del rating attribuito dalle società specializzate. Com’è possibile che dai controlli di routine non sia emerso l’ammanco di 2 miliardi di euro?

Debolezza del fintech o solo frode contabile?

Il settore fintech si trova adesso sull’occhio del ciclone e sono in tanti a domandarsi se è il caso di temere per la tenuta di società simili, come la tedesca N26 o l’olandese bunq. Di certo l’evoluzione del mondo dei pagamenti digitali non si arresta, ma sono in tanti a chiedere una maggiore responsabilità da parte chi è tenuto a monitorare istituzionalmente la crescita delle società fintech.

Il caso Wirecard rappresenta a tutti gli effetti una frode contabile ed è facile prevedere che i responsabili saranno perseguiti a norma di legge. Per evitare che uno scandalo simile si ripeta, mettendo a rischio il denaro degli ignari clienti, qualcosa deve cambiare a livello istituzionale.

Non si tratta dunque di una inefficienza tecnologica, ma di un’eclatante frode fiscale da parte di una società quotata. Il settore fintech, pertanto, continua a restare in piedi e a mettere l’innovazione al servizio della finanza.

Il nuovo modo di vivere gli investimenti finanziari si chiama Fintech. Si tratta di un prodotto della rivoluzione digitale che ha radicalmente trasformato il modo di approcciarsi alla finanza negli ultimi anni.

Scopriamo cosa si intende per Fintech, in cosa consiste e alcuni dei suoi strumenti più riusciti: le carte N.26 e Revolut.

Cosa si intende per Fintech? Caratteristiche e vantaggi

Fintech è un termine composto che unisce due realtà un tempo slegate: finanza e tecnologia. La parola, infatti, sta per Finance (FIN) + Technology (TECH).

Racchiude tutti gli strumenti digitali e le innovazioni tecnologiche applicate al mondo finanziario, bancario e assicurativo.

Le aziende che rientrano in questa categoria si occupano di gestire i pagamenti online, progettare app in grado di migliorare e accelerare sia il settore assicurativo che quello finanziario, offrire servizi di investimento innovativi che seguono algoritmi nuovi e sempre più funzionali per il cliente.

I campi operativi delle Fintech sono:

  • Pagamenti
  • Investimenti
  • Gestione del risparmio
  • Money management
  • Lending
  • Sicurezza
  • Assicurazione
  • Crowdfunding
  • Trading

Quali sono i vantaggi di questa tecnofinanza? Naturalmente si parla di processi automatizzati e più veloci che permettono un gran risparmio in termini di tempo e risorse umane.

Ma inevitabilmente ci si chiede quanto questo cambiamento in ambito finanziario possa influire negativamente sull’importanza del lavoro umano e sui posti di lavoro sempre meno necessari.

La realtà Fintech è ormai consolidata. Riconosciamo tra i suoi strumenti moltissime applicazioni e servizi di pagamento che usiamo nella quotidianità, piattaforme online per depositi monetari oppure per prestiti e mutui.

Tra le start up Fintech più note spiccano N.26 e Revolut.

N.26: la banca mobile più gettonata

Nel mondo della finanza N.26 si è conquistata un posto di riguardo tra le migliori banche digitali. Secondo alcune ricerche pare addirittura sia la più utilizzata tra le sue colleghe in ambito Fintech.

Si tratta di una mobile bank di origine tedesca del 2013 che permette di fare tutte le operazioni semplicemente utilizzando un’app.

Perché scegliere N.26? i vantaggi sono evidenti:

  • Zero spese. Il conto non ha costi fissi
  • Carta di debito gratuita. Si tratta di una MasterCard che viene inviata senza costi.
  • Prelievi gratuiti. Si può prelevare in ogni sportello gratuitamente.
  • Valida in tutto il mondo. Si può utilizzare ovunque
  • Trasferimenti istantanei. Qualsiasi trasferimento di denaro avviene in tempo reale
  • Si possono fare anche trasferimenti internazionali.

Inoltre, per chi lo desidera ci sono anche dei servizi extra utilizzabili direttamente dall’app sullo smartphone che permettono di creare sottoconti o inviare del denaro ai contatti presenti nella rubrica del telefono.

Se questo non basta, N.26 offre anche conti premium, ognuno con le sue specifiche per rispondere a determinate esigenze.

Al momento pare che l’unico svantaggio individuato sia la mancanza di una sede fisica nel nostro Paese.

Revolut: ideale per chi viaggia spesso

Di appena due anni più giovane, Revolut, è la nuova Fintech che si è fatta largo nel mondo delle innovazioni digitali finanziarie.

Da subito ha avuto un enorme successo soprattutto tra i viaggiatori frequenti che usufruiscono dei suoi evidenti vantaggi in termini di costi all’estero.

Anche in questo caso i bonifici sono gratuiti, non ci sono canoni mensili o annuali da pagare e i prelievi sono gratuiti praticamente ovunque.

Ma c’è di più: Revolut offre un assistente virtuale a disposizione del turista per cercare il servizio cercato, che sia un hotel, un ristorante o altro.

È possibile fare anche trading azionario dal proprio conto approfittando delle tre operazioni gratuite al mese offerte.

Infine c’è Vault: una sorta di cassaforte virtuale che accredita le piccole cifre arrotondando gli importi spesi, aiutando ad accumulare denaro nel tempo.

Queste sono le condizioni base per chi volesse il piano classico, ma anche per Revolut ci sono alternative diverse per chiunque decidesse di avere un conto su misura.

Un esempio? Il conto Metal prevede il cashback, cioè più si spende e più si ricevono percentuali accreditate direttamente nel conto.

Conclusione: Fintech o banca tradizionale?

Le alternative digitali alle banche tradizionali non mancano: resta solo da scegliere se adattarsi alla rivoluzione tecnologica e ai suoi cambiamenti innovativi scegliendo la realtà Fintech più adatta per il proprio stile di vita e le proprie esigenze.