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Il Decreto Rilancio è stato pensato per immettere liquidità nel sistema e dare un supporto concreto a commercianti, artigiani, imprese, professionisti e famiglie. Con uno stanziamento di 55 miliardi di euro, l’obiettivo del decreto è risollevare l’Italia dalle difficoltà economiche legate all’emergenza Covid-19.

Vediamo quindi in concreto quali sono le misure previste a favore di chi porta avanti un’attività commerciale, artigianale o imprenditoriale.

Contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio

Tra le misure del Decreto Rilancio (D.l 19 maggio 2020, n.34), la più interessante è senza dubbio il contributo a fondo perduto previsto per le imprese individuali e società che hanno subito un calo del fatturato superiore al 33% nell’aprile 2020 rispetto all’anno precedente.

Per accedere a questo contributo è necessario che i ricavi nel periodo d’imposta precedente non siano stati superiori a 5 milioni di euro. Si tratta infatti di una misura molto attesa, perché interessa una larga fetta del tessuto imprenditoriale italiano.

L’agevolazione spetta anche ai professionisti titolari di partita iva, ad eccezione di quelli la cui attività è cessata prima del 31 marzo 2020, quelli iscritti alla gestione separata e quelli che fanno parte di un ordine professionale e quindi sono iscritti alle casse di previdenza di diritto privato.

Il contributo spetta inoltre a chi percepisce un reddito agrario con partita iva e a chiunque consegua un reddito d’imposta, come ad esempio società e ditte individuali.

L’importo a cui le imprese possono accedere dipende dalla differenza tra il fatturato del 2020 e quello del 2019 nel mese di aprile. Il contributo viene erogato nella misura del:

  • 20% per le imprese con ricavi che non superano i 400.000€;
  • 15% per le imprese con ricavi che rientrano in un range tra 400.000€ e 1.000.000€;
  • 10% per le imprese con ricavi tra 1.000.000€ e 5.000.000€.

Per ottenere il contributo bisogna inoltrare una domanda per via telematica all’Agenzia delle Entrate, anche per mezzo di un intermediario fiscale con delega ai servizi di cassetto fiscale o di fatturazione elettronica.

Credito d’imposta per affitti commerciali ed esonero di pagamento per il suolo pubblico

La categoria dei commercianti rientra tra quelle che più di tutte è stata penalizzata dal prolungato lockdown. Durante questi mesi di quarantena, l’obbligo di pagare i canoni di locazione ha preoccupato molto i commercianti che si sono visti azzerare gli incassi.

Il Decreto Rilancio ha riconosciuto ai commercianti un credito d’imposta sui canoni di affitto pari al 60% del canone mensile per i mesi di aprile, maggio e giugno. Il credito può essere compensato o ceduto al locatore o ad altri soggetti, come ad esempio intermediari finanziari e istituti di credito.

Un’altra interessante novità riguarda il pagamento di canoni per l’occupazione del suolo pubblico. Dal 1° maggio al 31 ottobre 2020 è previsto l’esonero del pagamento di queste tasse e canoni, così da agevolare i titolari di ristoranti, bar, discoteche ed altri esercizi commerciali pubblici.

Sono state inoltre previste delle semplificazioni burocratiche per la concessione del suolo pubblico o per l’ampliamento di concessioni precedenti. Anche questa è una misura molto apprezzata e utile, perché spazi più ampi renderanno più facile il rispetto delle misure di distanziamento sociale.