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Alberto

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Il desiderio di vacanza ai tempi del Coronavirus si scontra con la paura del contagio. Dopo la lunga quarantena, gli italiani hanno bisogno di leggerezza, relax e sano divertimento, ma in questi tempi incerti, con la curva del contagio che sale e scende, organizzare le ferie può creare qualche grattacapo. È per questa ragione che hanno sempre più successo le app “salva-vacanza”.

Tra le app ideate per godersi le ferie ed evitare i temuti assembramenti, Feel Florence è una delle più apprezzate. L’applicazione sviluppata dal Comune di Firenze, promuove il turismo sostenibile nel fiorentino e suggerisce i percorsi per evitare le zone più affollate.

Scoprire Firenze lontano dagli assembramenti

Il turismo di prossimità, in un Paese ricco di storia e cultura come l’Italia, non fa sentire mancanza delle tradizionali mete esotiche che si trovano all’estero. Gli italiani stanno infatti riscoprendo le spiagge mediterranee, le montagne nostrane e le città d’arte che tutto il mondo ci invidia.

Quando si pensa alle vacanze nelle città d’arte e a Firenze in particolare, vengono subito in mente le lunghe file per entrare nella Galleria degli Uffizi e la calca di turisti a Ponte Vecchio. Questo scenario è tutt’altro che invitante per chi vorrebbe evitare il più possibile gli assembramenti e i rischi legati al Covid-19.

L’app Feel Florence nasce proprio per promuovere il turismo sostenibile a Firenze e dintorni, indirizzando il turista verso le attrazioni meno affollate. Lontano dai luoghi del turismo di massa, la città offre delle perle inesplorate, che aspettano solo di essere scoperte.

Come funziona l’app Feel Florence

Per garantire il successo del progetto Feel Florence, il Comune ha richiesto la collaborazione degli operatori turistici e questa sinergia sembra davvero funzionare. Ogni giorno vengono messi in campo degli strumenti di counting, in modo da rilevare la presenza dei flussi turistici in città.

Grazie all’applicazione, al turista vengono segnalate in tempo reale le aree più congestionate di Firenze. Vengono al contempo suggerite delle alternative che mirano a promuovere iniziative locali e itinerari tematici.

I visitatori della città in questo modo possono scoprire un volto nuovo di Firenze, come i suoi parchi, i punti più panoramici, le ville Medicee, le suggestive sedi universitarie e gli itinerari che ruotano attorno all’artigianato fiorentino.

Si può scegliere di visitare Firenze scoprendo uno alla volta i suoi quartieri. Gli sportivi possono prendere parte ad eventi dedicati al tiro con l’arco o al golf, oppure scoprire i percorsi ciclabili che offrono i migliori paesaggi.

L’app segnala gli itinerari dove non sono presenti barriere architettoniche, così da agevolare i turisti disabili. C’è ampio spazio anche per le famiglie, con la proposta di esperienze pensate proprio per i più piccoli.

È in questo modo che l’app Feel Florence riesce a vincere la paura del contagio e ad offrire ai turisti un’esperienza ricca di meravigliose sorprese. Nel pieno rispetto delle regole anti-assembramento, chi visita la città ha l’opportunità di abbracciare un nuovo modo per vivere la vacanza a Firenze, all’insegna della sostenibilità e del rispetto per gli altri.

Dopo l’emergenza sanitaria, gli incentivi per far ripartire l’economia non si sono fatti attendere e il bonus vacanza si sta rivelando un ottimo strumento per dare respiro alle strutture ricettive. Durante il lockdown il settore alberghiero è stato uno di quelli che ha sofferto di più e molti albergatori hanno temuto il peggio, rischiando anche la chiusura dell’attività.

Sono moltissime le famiglie che hanno deciso di approfittare di questo incentivo, così da riscoprire la bellezza delle località turistiche italiane. Vediamo allora chi ha diritto al bonus famiglia, come si richiede e dove si può spendere.

Bonus vacanza: requisiti necessari per ottenerlo

La fase 2 dell’emergenza Covid si sta rivelando più lunga del previsto. Chi sperava che il virus sarebbe stato sconfitto con l’arrivo della bella stagione, purtroppo è rimasto deluso e il nuovo coronavirus è ancora attivo e pericoloso in vari Paesi del mondo.

Scegliere di fare le vacanze in Italia piuttosto che all’estero è quindi una scelta più prudente, sicura e incentivata dal Governo. Il bonus vacanza è stato inserito nel Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) ed è un contributo fino a 500€ da richiedere e utilizzare dal 1° luglio al 31 dicembre 2020.

Il bonus è spendibile per pagare i soggiorni presso alberghi, agriturismi, campeggi, villaggi turistici e bed & breakfast italiani. È bene ricordare che non tutte le strutture ricettive lo accettano, quindi bisogna informarsi bene prima della prenotazione.

Per richiedere il bonus le famiglie devono avere un ISEE non superiore a 40.000€. Inoltre il contributo ha un importo variabile in base alle dimensioni del nucleo familiare:

  • Spettano 500€ se i nuclei familiari sono composti da 3 o più persone;
  • L’importo scende a 300€ per nuclei familiari di 2 persone;
  • Il bonus è di 150€ se la famiglia di compone solo di una persona.

Chi non è ancora in possesso dell’ISEE, può rivolgersi ai centri di assistenza fiscale (CAF) oppure può avviare la procedura online per ottenere l’ISEE precompilato.

Come richiedere il bonus vacanza

La procedura per richiedere il bonus vacanza è interamente digitalizzata e si avvale dell’app istituzionale IO. Bisogna scaricare l’applicazione sul proprio smartphone e accedere tramite la carta d’identità elettronica (CIE 3.0) oppure tramite l’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Chi non è in possesso di un’identità digitale SPID, può richiederla presso uno degli Identity Provider, come ad esempio Aruba, Poste Italiane o InfoCert. Una volta eseguito il login con le proprie credenziali, sarà necessario inserire i dati richiesti e l’app comunicherà l’esito della richiesta ed eventualmente l’importo a cui si ha diritto.

Quando la richiesta viene accettata, l’app fornisce un codice univoco e un QR Code, da utilizzare al momento del pagamento presso la struttura ricettiva. L’80% dell’importo viene erogato sotto forma di sconto, mentre il restante 20% si potrà recuperare come detrazione dall’imposta sul reddito.

Le strutture ricettive, invece, riceveranno il rimborso del bonus vacanza sotto forma di credito d’imposta. In alternativa possono anche cedere il credito a terzi, ad esempio ad istituti di credito, intermediari finanziari o fornitori privati.

Dopo l’emergenza Coronavirus, la sicurezza è diventata più che mai una priorità. Nel settore hi-tech le iniziative per contenere il contagio si sono moltiplicate, come la creazione dell’app per smartphone Immuni e di dispositivi in grado di tenere sotto osservazione gli ex pazienti Covid-19.

La tecnologia può quindi dare un aiuto concreto per fronteggiare il nuovo coronavirus e le sue conseguenze. Ecco quali sono le innovazioni tecnologiche più interessanti per contrastare la pandemia.

Immuni, l’app anti-Covid

La tecnologia oggi passa inevitabilmente attraverso i nostri smartphone e le applicazioni che ormai fanno parte della nostra quotidianità. Dall’inizio di giugno 2020 è stata finalmente rilasciata Immuni, l’app ufficiale per le notifiche di esposizione al virus in Italia.

In ogni Paese è previsto il rilascio di una sola app per tracciare i contatti con le persone che sono positive al Covid e i singoli Stati hanno adottato delle linee guida per il funzionamento dell’app e la privacy di ogni utente.

La linea scelta dallo Stato italiano è quella di garantire la massima riservatezza degli utenti, i cui dati sensibili non vengono raccolti. I pochi dati salvati sullo smartphone (quelli relativi alle chiavi crittografate) sono cifrati e non vengono in alcun modo ceduti a terzi.

La privacy garantita agli utilizzatori di Immuni è un fattore chiave e di certo farà salire nel tempo il numero dei download, che al momento supera già il milione.

La finalità dell’app è notificare gli utenti potenzialmente contagiati, in modo che chi è entrato in contatto con loro possa isolarsi e ridurre i rischi di contagio. Il segnale Bluetooth dello smartphone è sempre attivo, così quando a poca distanza c’è un altro smartphone con Immuni, viene registrato il suo identificativo di prossimità.

Chi risulta contagiato dal Covid-19 o è entrato in contatto con persone potenzialmente contagiose, con l’aiuto di un operatore può caricare su un server delle chiavi crittografate e risalire al proprio identificativo di prossimità. In questo modo gli altri utenti che sono entrati in contatto con lui nei giorni precedenti, possono adottare tutte le precauzioni del caso ed eventualmente contattare il proprio medico.

L’app immuni funziona in modalità Bluetooth low energy, così mentre il dispositivo invia sempre il segnale, è possibile risparmiare sul consumo della batteria.

La maglietta hi-tech che monitora i pazienti guariti dal Covid-19

Se l’app Immuni agisce sul fronte della prevenzione di nuovi contagi, altri dispositivi hanno invece la finalità di monitorare chi è guarito dal Covid-19 e osserva il periodo di quarantena previsto. Durante questi 14 giorni i pazienti guariti devo restare isolati, ma possono rientrare a casa. Controllare il loro stato di salute aiuta non solo i pazienti, ma anche i medici, che possono ricavare dal monitoraggio informazioni preziose sul virus.

Grazie alla maglietta hi-tech progettata dall’azienda milanese L.I.F.E. Italia, le persone in quarantena guarite dal Covid sono monitorate a distanza dai medici, senza l’uso di elettrodi o cavi.

Tutto questo è possibile grazie a trasduttori piccolissimi incorporati nel tessuto, in grado di controllare i parametri della persona. L’attività cardiorespiratoria, le apnee del sonno e l’attività fisica vengono monitorate in modo costante ed è sufficiente che l’ex paziente la indossi per almeno 2 ore al giorno.

Al momento l’innovativa maglietta è utilizzata dai pazienti del Centro Cardiologico di Monzino e le persone coinvolte possono contare su controlli costanti che non richiedono metodi invasivi e neppure le visite in ospedale.

Il Decreto Rilancio è stato pensato per immettere liquidità nel sistema e dare un supporto concreto a commercianti, artigiani, imprese, professionisti e famiglie. Con uno stanziamento di 55 miliardi di euro, l’obiettivo del decreto è risollevare l’Italia dalle difficoltà economiche legate all’emergenza Covid-19.

Vediamo quindi in concreto quali sono le misure previste a favore di chi porta avanti un’attività commerciale, artigianale o imprenditoriale.

Contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio

Tra le misure del Decreto Rilancio (D.l 19 maggio 2020, n.34), la più interessante è senza dubbio il contributo a fondo perduto previsto per le imprese individuali e società che hanno subito un calo del fatturato superiore al 33% nell’aprile 2020 rispetto all’anno precedente.

Per accedere a questo contributo è necessario che i ricavi nel periodo d’imposta precedente non siano stati superiori a 5 milioni di euro. Si tratta infatti di una misura molto attesa, perché interessa una larga fetta del tessuto imprenditoriale italiano.

L’agevolazione spetta anche ai professionisti titolari di partita iva, ad eccezione di quelli la cui attività è cessata prima del 31 marzo 2020, quelli iscritti alla gestione separata e quelli che fanno parte di un ordine professionale e quindi sono iscritti alle casse di previdenza di diritto privato.

Il contributo spetta inoltre a chi percepisce un reddito agrario con partita iva e a chiunque consegua un reddito d’imposta, come ad esempio società e ditte individuali.

L’importo a cui le imprese possono accedere dipende dalla differenza tra il fatturato del 2020 e quello del 2019 nel mese di aprile. Il contributo viene erogato nella misura del:

  • 20% per le imprese con ricavi che non superano i 400.000€;
  • 15% per le imprese con ricavi che rientrano in un range tra 400.000€ e 1.000.000€;
  • 10% per le imprese con ricavi tra 1.000.000€ e 5.000.000€.

Per ottenere il contributo bisogna inoltrare una domanda per via telematica all’Agenzia delle Entrate, anche per mezzo di un intermediario fiscale con delega ai servizi di cassetto fiscale o di fatturazione elettronica.

Credito d’imposta per affitti commerciali ed esonero di pagamento per il suolo pubblico

La categoria dei commercianti rientra tra quelle che più di tutte è stata penalizzata dal prolungato lockdown. Durante questi mesi di quarantena, l’obbligo di pagare i canoni di locazione ha preoccupato molto i commercianti che si sono visti azzerare gli incassi.

Il Decreto Rilancio ha riconosciuto ai commercianti un credito d’imposta sui canoni di affitto pari al 60% del canone mensile per i mesi di aprile, maggio e giugno. Il credito può essere compensato o ceduto al locatore o ad altri soggetti, come ad esempio intermediari finanziari e istituti di credito.

Un’altra interessante novità riguarda il pagamento di canoni per l’occupazione del suolo pubblico. Dal 1° maggio al 31 ottobre 2020 è previsto l’esonero del pagamento di queste tasse e canoni, così da agevolare i titolari di ristoranti, bar, discoteche ed altri esercizi commerciali pubblici.

Sono state inoltre previste delle semplificazioni burocratiche per la concessione del suolo pubblico o per l’ampliamento di concessioni precedenti. Anche questa è una misura molto apprezzata e utile, perché spazi più ampi renderanno più facile il rispetto delle misure di distanziamento sociale.

Saper vendere è un’arte che richiede impegno, determinazione e una serie di soft skill che possono fare la differenza. Ogni vendita è diversa dall’altra e chi si cimenta nella trattativa deve dare il meglio di sé. Per migliorare le performance, oltre ai film motivazionali, i libri per venditori sono di certo un valido strumento.

Ecco allora qualche suggerimento per la lettura.

  1. La psicologia della vendita. Come aumentare le vostre vendite più velocemente, più facilmente di quanto abbiate mai pensato – Brian Tracy

Il primo consiglio sui libri per vendere non poteva che partire da Brian Tracy, che in questo testo di facile lettura, propone un approccio metodico e quasi scientifico. Tracy è un vero mentore nel ramo delle vendite e ti accompagnerà in un viaggio nella psicologia del venditore.

Le nozioni teoriche qui lasciano il posto alla pratica e dopo la lettura avrai le idee molto più chiare su quali qualità debba avere un bravo venditore.

  1. Chi ti ha insegnato a Vendere? I segreti della PNL per negoziare e vendere – Harvey Kern

Con il secondo suggerimento per la lettura, restiamo sempre nel campo della psicologia, ma il metodo è quello della PNL. Le tecniche di programmazione neuro linguistica si adattano molto bene alle vendite, perché permettono di capire a fondo l’interlocutore e influenzare il suo comportamento.

La PNL per vendere è un’arma potente nelle mani di un venditore e quando si impara ad usarla, gli acquirenti più titubanti non avranno più scampo.

  1. Vendita persuasiva – Hayden J. Power

La terza proposta non è esattamente un libro, ma un vero e proprio manuale che approfondisce le tecniche di persuasione più efficaci. Alcuni consigli suggeriti dall’autore sono davvero sorprendenti e si concentrano sui piccoli dettagli della contrattazione che di solito ignoriamo, ma possono rivelarsi determinanti.

Questo manuale si concentra anche sulla comunicazione verbale e non verbale, perché anche il linguaggio del corpo spesso nasconde un significato preciso, per chi lo sa decifrare.

  1. Come si diventa un venditore meraviglioso – Frank Bettger

Il titolo di questo testo potrebbe sembrare eccessivo, ma in realtà si tratta di un best seller mondiale che ha conquistato milioni di venditori. Infatti, ogni parola proviene dall’esperienza diretta di un venditore e di come è passato da risultati deludenti alla soddisfazione di triplicare i propri guadagni.

Questo testo è illuminante non soltanto per i venditori, ma per chiunque voglia proporre sé stesso e le proprie idee con successo.

  1. Neuromarketing – Martin Lindstrom

Quali sono i meccanismi psicologici che si nascondono dietro ad una vendita? Questo libro svela tutti i segreti del neuromarketing, scoperti sulla base di un esperimento scientifico durato 3 anni e costato 7 milioni di dollari.

L’autore riesce a far incontrare il mondo delle vendite e le neuroscienze, così da comprendere più a fondo le dinamiche dei processi decisionali di ogni acquirente.

Qualunque sia l’approccio che preferisci, più scientifico o più psicologico, non c’è dubbio che i libri motivazionali e tecnici sulla vendita hanno sempre qualcosa da insegnare. Ognuno di questi libri ti accompagnerà nel tuo percorso per migliorare i risultati, verso vette sempre più ambiziose.

 

Il nuovo modo di vivere gli investimenti finanziari si chiama Fintech. Si tratta di un prodotto della rivoluzione digitale che ha radicalmente trasformato il modo di approcciarsi alla finanza negli ultimi anni.

Scopriamo cosa si intende per Fintech, in cosa consiste e alcuni dei suoi strumenti più riusciti: le carte N.26 e Revolut.

Cosa si intende per Fintech? Caratteristiche e vantaggi

Fintech è un termine composto che unisce due realtà un tempo slegate: finanza e tecnologia. La parola, infatti, sta per Finance (FIN) + Technology (TECH).

Racchiude tutti gli strumenti digitali e le innovazioni tecnologiche applicate al mondo finanziario, bancario e assicurativo.

Le aziende che rientrano in questa categoria si occupano di gestire i pagamenti online, progettare app in grado di migliorare e accelerare sia il settore assicurativo che quello finanziario, offrire servizi di investimento innovativi che seguono algoritmi nuovi e sempre più funzionali per il cliente.

I campi operativi delle Fintech sono:

  • Pagamenti
  • Investimenti
  • Gestione del risparmio
  • Money management
  • Lending
  • Sicurezza
  • Assicurazione
  • Crowdfunding
  • Trading

Quali sono i vantaggi di questa tecnofinanza? Naturalmente si parla di processi automatizzati e più veloci che permettono un gran risparmio in termini di tempo e risorse umane.

Ma inevitabilmente ci si chiede quanto questo cambiamento in ambito finanziario possa influire negativamente sull’importanza del lavoro umano e sui posti di lavoro sempre meno necessari.

La realtà Fintech è ormai consolidata. Riconosciamo tra i suoi strumenti moltissime applicazioni e servizi di pagamento che usiamo nella quotidianità, piattaforme online per depositi monetari oppure per prestiti e mutui.

Tra le start up Fintech più note spiccano N.26 e Revolut.

N.26: la banca mobile più gettonata

Nel mondo della finanza N.26 si è conquistata un posto di riguardo tra le migliori banche digitali. Secondo alcune ricerche pare addirittura sia la più utilizzata tra le sue colleghe in ambito Fintech.

Si tratta di una mobile bank di origine tedesca del 2013 che permette di fare tutte le operazioni semplicemente utilizzando un’app.

Perché scegliere N.26? i vantaggi sono evidenti:

  • Zero spese. Il conto non ha costi fissi
  • Carta di debito gratuita. Si tratta di una MasterCard che viene inviata senza costi.
  • Prelievi gratuiti. Si può prelevare in ogni sportello gratuitamente.
  • Valida in tutto il mondo. Si può utilizzare ovunque
  • Trasferimenti istantanei. Qualsiasi trasferimento di denaro avviene in tempo reale
  • Si possono fare anche trasferimenti internazionali.

Inoltre, per chi lo desidera ci sono anche dei servizi extra utilizzabili direttamente dall’app sullo smartphone che permettono di creare sottoconti o inviare del denaro ai contatti presenti nella rubrica del telefono.

Se questo non basta, N.26 offre anche conti premium, ognuno con le sue specifiche per rispondere a determinate esigenze.

Al momento pare che l’unico svantaggio individuato sia la mancanza di una sede fisica nel nostro Paese.

Revolut: ideale per chi viaggia spesso

Di appena due anni più giovane, Revolut, è la nuova Fintech che si è fatta largo nel mondo delle innovazioni digitali finanziarie.

Da subito ha avuto un enorme successo soprattutto tra i viaggiatori frequenti che usufruiscono dei suoi evidenti vantaggi in termini di costi all’estero.

Anche in questo caso i bonifici sono gratuiti, non ci sono canoni mensili o annuali da pagare e i prelievi sono gratuiti praticamente ovunque.

Ma c’è di più: Revolut offre un assistente virtuale a disposizione del turista per cercare il servizio cercato, che sia un hotel, un ristorante o altro.

È possibile fare anche trading azionario dal proprio conto approfittando delle tre operazioni gratuite al mese offerte.

Infine c’è Vault: una sorta di cassaforte virtuale che accredita le piccole cifre arrotondando gli importi spesi, aiutando ad accumulare denaro nel tempo.

Queste sono le condizioni base per chi volesse il piano classico, ma anche per Revolut ci sono alternative diverse per chiunque decidesse di avere un conto su misura.

Un esempio? Il conto Metal prevede il cashback, cioè più si spende e più si ricevono percentuali accreditate direttamente nel conto.

Conclusione: Fintech o banca tradizionale?

Le alternative digitali alle banche tradizionali non mancano: resta solo da scegliere se adattarsi alla rivoluzione tecnologica e ai suoi cambiamenti innovativi scegliendo la realtà Fintech più adatta per il proprio stile di vita e le proprie esigenze.

Diventare dei bravi venditori è un processo che richiede tempo. Servono competenze, tanta esperienza sul campo e il giusto mindset. Per acquisire la corretta forma mentis che porta al successo, i film sono uno strumento intelligente, perché permettono di coniugare intrattenimento e apprendimento.

Ecco allora cinque film che possono aiutarti a vendere di più.

5 film per diventare un venditore migliore

Le doti del venditore vincente sono diverse e ciascuno di questi film ne mette in luce qualcuna. Gli spunti per riflettere non mancano di certo, quindi cominciamo subito con la rassegna.

  1. Americani

Qualunque sia il settore in cui lavori, troverai diversi insegnamenti in questo film del 1992, Americani, sulla competizione degli agenti immobiliari di una società. I proprietari di una grande agenzia immobiliare in crisi decidono di affidarsi ad un motivatore per risollevare le sorti del business e inizia quindi una sfida tra i vari agenti.

Con questo film imparerai che spesso il segreto del successo si nasconde dietro la vera ragione che ti spinge verso risultati eccellenti.

  1. Il venditore dell’anno

Il film Il venditore dell’anno, del 2002, racconta una storia di coraggio di un venditore porta a porta, che riesce a superare le conseguenze di una paralisi cerebrale grazie alla forte passione per il suo lavoro.

Le doti coltivate dal venditore in questo caso sono la pazienza e la perseveranza. Quando si vuole fortemente qualcosa, aumentano le chance di ottenerla davvero.

  1. Joy

Con il film Joy, del 2015, impariamo una grande lezione da un’aspirante imprenditrice, che supera moltissimi ostacoli per arrivare al successo. Il motore che muove tutte le sue scelte è la fiducia nelle proprie potenzialità e nella capacità di creare qualcosa con le proprie forze.

Caparbietà e fiducia sono doti che non possono di certo mancare ad un buon venditore e in questa pellicola il messaggio è forte e chiaro.

  1. Ogni maledetta domenica

I punti di contatto tra il mondo dello sport e quello delle vendite sono moltissimi, quindi non poteva mancare nella nostra rassegna il film Ogni maledetta domenica, del 1999. Sia gli atleti che i venditori affrontano nuove sfide ogni giorno e devo trovare dentro di sé forza e motivazione.

Se per gli sportivi sono i discorsi dell’allenatore a fare la differenza, nel venditore un ruolo chiave è giocato dal suo dialogo interiore, che dev’essere sempre improntato alla positività e al successo.

  1. The Wolf of Wall Street

La vendita è spesso la naturale conseguenza di un mix di eloquenza e psicologia. A questo proposito è illuminante la scena finale del film The Wolf of Wall Street, del 2013, in cui il protagonista dice a ciascun venditore seduto in platea “vendimi questa penna”. Questo esercizio ancora oggi è usato perfino nei colloqui di lavoro ed è utilissimo per lavorare su quelli che sono i bisogni del cliente.

Per raggiungere l’obiettivo e ottenere la firma di un contratto, non bisogna semplicemente vendere la penna, ma i benefici che quel semplice oggetto può offrire.

Film o libri motivazionali?

I film sono uno strumento immediato per aprire la mente sulle dinamiche di una vendita e sulle capacità da maturare. Se vuoi fare un passo in più nel tuo percorso di miglioramento, puoi affiancare alla visione dei film anche la lettura.

Con i libri motivazionali per i venditori puoi dare un’ulteriore accelerazione alla tua crescita professionale e raggiungere obiettivi sempre più elevati.

 

 

Semplicità, chiarezza e rappresentazione visuale sono i punti forza del Business Model Canvas, uno strumento chiave per le aziende che vogliono creare un modello di business innovativo. Attraverso il linguaggio visuale, è possibile rappresentare i punti chiave del business, dalle risorse aziendali, ai costi, fino alla proposta di valore per la clientela.

Questo potente strumento di business è nato dall’intuizione di Alexander Olsterwalder e ormai è diventato uno standard internazionale. Scopriamo allora come funziona e perché è così efficace.

Gli elementi del Business Model Canvas

Ogni business è strutturato su diversi punti chiave, ma non è sempre facile avere una chiara visione d’insieme. Grazie al suo innovativo framework, il Business Model Canvas permette di aggirare questo ostacolo e anche gli elementi più complessi del modello di business diventano chiari e intuitivi.

Vediamo quindi nel dettaglio quali sono i 9 blocchi che compongono il Business Model Canvas:

  1. Partner chiave. Nessuna azienda è autosufficiente al 100%, ma si avvale di partner strategici che soddisfano diverse necessità. Si può trattare di fornitori, professionisti, collaboratori o altre aziende che operano nello stesso settore. Queste sinergie hanno spesso un ruolo decisivo per avere successo nel mercato.
  2. Attività chiave. Le attività di un’azienda sono molteplici, ma solo alcune sono fondamentali per il funzionamento del modello di business. Il Business Model Canvas permette di individuare questa attività chiave, che possono essere produttive, di problem solving oppure orientate al mantenimento o allo sviluppo di reti o piattaforme.
  3. Risorse chiave. Senza risorse nessun business potrebbe vedere la luce. Affinché il modello di business funzioni, occorre individuare le risorse fisiche, umane, intellettuali e finanziarie. Per identificare quelle più importanti, bisogna riflettere sugli elementi indispensabili per offrire una proposta di valore ai clienti.
  4. Proposte di valore o value proposition. I prodotti e servizi offerti dall’azienda trovano mercato solo se rappresentano un valore per una specifica clientela. Il Business Model Canvas aiuta a individuare la vera ragione per cui il cliente sceglie l’offerta aziendale.
  5. Relazioni con i clienti. Ogni realtà aziendale ha la necessità di coltivare una relazione con tutti i segmenti di clientela. È grazie a queste varie forme di relazione che diventa possibile acquisire nuovi clienti, fidelizzare quelli che già hanno acquistato e aumentare il volume delle vendite.
  6. L’azienda deve scegliere le modalità per raggiungere il cliente e quindi i canali diretti e indiretti per entrare in contatto con i vari segmenti di clientela. Attraverso questi canali sarà possibile non solo offrire il prodotto o servizio, ma creare consapevolezza, aiutare il cliente a scegliere e seguirlo anche nelle fasi successive alla vendita.
  7. Segmenti di clientela. I prodotti e servizi aziendali vanno pensati e costruiti per una clientela specifica, suddivisa in segmenti più piccoli. Questi segmenti si possono individuare sulla base di comportamenti e/o necessità che i clienti hanno in comune.
  8. Struttura dei costi. Dopo aver definito risorse, partner e attività chiave, si può analizzare la struttura dei costi. È in questa fase che si individuano i costi fissi e variabili, ma anche le economie di scala e di scopo che permettono di ridurre i costi.
  9. Flussi di ricavi. Un business è sostenibile solo quando i flussi dei ricavi sono regolati in modo efficiente. Il successo del modello di business è spesso legato proprio alla scelta delle tipologie di pagamento e dei prezzi offerti alla clientela.

I vantaggi del Business Model Canvas

La compilazione dei vari blocchi e la struttura visuale del Business Model Canvas permettono di rendere chiari i punti chiave del business anche a persone che hanno background differenti. Il funzionamento dell’azienda risulta subito comprensibile, perché semplifica la struttura complessa del business.

Il Canvas si può stampare in un formato di grandi dimensioni e per la compilazione si possono usare anche post-it o determinati schemi di colori. La sua struttura si presta bene al lavoro di gruppo, in modo che le diverse figure aziendali possano dare il proprio contributo.

 

Di fronte all’emergenza Covid-19, le imprese, i professionisti e i maker non sono rimasti a guardare, ma hanno scelto di fare la loro parte, ognuno nel proprio ambito. Per coordinare in modo sinergico tutte le forze in campo è nata Tech For Care, una piattaforma per condividere idee e tecnologie contro il nuovo Coronavirus.

Perché è nata Tech For Care e come funziona

Se il logo del progetto Tech For Care richiama i colori della bandiera italiana e rappresenta un cuore, non è di certo un caso. Queste persone e aziende che hanno messo in campo le proprie competenze e innovazioni tecnologiche, sono il simbolo di un Paese che desidera dare il proprio contributo per l’emergenza.

La piattaforma è nata grazie alla sinergia di due diverse realtà. La prima è I-RIM, l’Istituto Per la Robotica e le Macchine Intelligenti, che vede la collaborazione del mondo accademico e di industrie che operano con le tecnologie più avanzate.

La seconda realtà è Make Faire Rome – The European Edition, un network che consente l’interazione di imprese e persone dal background molto differente, che possono condividere progetti e scoperte in ambito tecnologico.

Tramite la piattaforma Tech For Care vengono individuate alcune necessità legate all’emergenza Covid, come ad esempio il bisogno di dispositivi di protezione o di tecnologie in grado di mettere in contatto i malati con le famiglie.

Chiunque può presentare le proprie proposte per realizzare i progetti e le iniziative più interessanti sono messe in primo piano. Le soluzioni sono divise in realizzabili o work in progress, così enti pubblici e privati possono orientarsi e presentare una richiesta in base alle proprie necessità.

Le soluzioni più interessanti di Tech For Care

Creatività e tecnologia si mescolano nei progetti portati avanti da Tech For Care. Ma quali sono le soluzioni che hanno preso vita grazie alla piattaforma? Vediamo insieme le più interessanti.

Medici e infermieri che operano presso le strutture sanitarie sono esposti costantemente al rischio di contagio e hanno bisogno di proteggersi con le mascherine per diverse ore. I segni sulla pelle e in qualche caso i lividi, rimangono visibili per giorni, a causa della pressione della mascherina sul viso.

Per evitare la pressione di questi dispositivi sulle orecchie, è stato realizzato un gancio stampabile in 3D per indossare la mascherina più comodamente. Questa idea semplice ma intelligente permette quindi di alleviare i fastidi che vanno ad aggiungersi al forte carico di stress di medici e operatori sanitari.

Grazie a Tech For Care anche la robotica entra in corsia. LHF- Connect è il robot telecomandato che è in grado di mettere in contatto il paziente in isolamento con i medici o la famiglia. I contatti, e quindi i rischi di contagio, sono ridotti allo stretto necessario e al tempo stesso il malato riceve tutto il supporto e le cure di cui ha bisogno.

Le maniglie di case e ospedali possono diventare un terreno fertile per germi e virus, e questa necessità ha portato alla creazione di un dispositivo per girare le maniglie senza toccarle con le mani. Anche questa è una semplice idea di facile realizzazione in 3D, ma che può avere un forte impatto per debellare il virus.

 

La crisi che sta attraverso l’Italia in questo periodo di emergenza legato alla diffusione del Covid-19 ha richiesto un intervento immediato da parte dello Stato. Troppe categorie di lavoratori si trovano impossibilitate a svolgere le proprie attività, rischiando di non potere garantire il sostentamento alle rispettive famiglie, far crollare l’economia e portare al fallimento alcune aziende.

Prendendo atto di questa drammatica situazione, lo Stato ha firmato il Decreto Cura Italia, che prevede provvedimenti mirati ad aiutare le famiglie e le aziende in difficoltà. Scopriamo i punti salienti del documento.

Decreto Cura Italia: finalità e destinatari

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato in data 17 Marzo 2020 il decreto legge dal titolo “Cura Italia”.

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di concentrare l’attenzione su tutte quelle persone in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus che sta sconvolgendo l’economia del mondo intero per fornire delle risorse indispensabili e fronteggiare le difficoltà quotidiane.

Si tratta di misure di sostegno che riguardano sia i lavoratori autonomi che quelli dipendenti delle aziende, ma anche le famiglie, il personale sanitario e le forze dell’ordine.

Un decreto a 360 gradi che abbraccia diverse categorie di italiani e utilizza i fondi previsti per fronteggiare la recessione.

Lo scopo è quello di aiutare il Paese, cercando di scongiurare il pericolo della scomparsa di alcune imprese lavorative e il crollo dell’economia globale.

Le risorse per fronteggiare l’emergenza in Italia

I punti salienti del Decreto Cura Italia riguardano quattro categorie precise:

  • Il personale sanitario e volontario che si sta occupando di gestire l’emergenza Covid-19.
  • I lavoratori
  • Le famiglie e le PMI
  • Misure in campo fiscale

Cerchiamo di approfondire le disposizioni messe in atto dal Governo per ogni categoria suddetta.

  1. Potenziamento della capacità d’intervento del sistema sanitario

Chi si sta impegnando in prima linea per fronteggiare l’emergenza è sicuramente il personale sanitario e i volontari della Protezione Civile che lavorano senza sosta in tutto il territorio italiano.

Il Decreto Cura Italia prevede un aumento delle assunzioni nella sanità, un aumento dei posti letto all’interno della terapia intensiva, finanziamenti verso le aziende che producono presidi medici, pulizia straordinaria di ambienti pubblici (ad esempio le scuole), straordinari pagati per le forze dell’ordine che si impegnano a far rispettare le norme vigenti.

Verranno quindi impiegati più medici e infermieri in ogni città italiana, soprattutto nelle zone più colpite, accogliendo nuove assunzioni in vista dell’emergenza sempre più pressante. Inoltre, si garantisce ad ogni struttura ospedaliera l’acquisto di apparecchiature idonee a gestire il flusso di contagiati in costante aumento.

  1. Misure a favore dei lavoratori autonomi e dipendenti

Con l’intento di garantire a ciascuno il proprio posto di lavoro anche dopo l’emergenza, il Governo ha approvato le misure a favore dei lavoratori autonomi e dipendenti.

È stato stabilito un indennizzo mensile di 600 euro per tutti coloro che svolgono il proprio lavoro autonomamente e per i titolari di Partita Iva.

Ai genitori lavoratori è concesso il congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo. Oppure sarà possibile approfittare di un bonus che va dai 600 ai 1000 euro (a seconda delle categorie) per servizi di baby-sitting.

Per i dipendenti è previsto un allargamento della cassa d’integrazione, che comprende tutti i settori e tutte le imprese, comprese quelle con un numero esiguo di dipendenti.

  1. Misure di sostegno per famiglie e imprese

Si tratta di privilegi concessi in via del tutto eccezionale data l’emergenza in atto.

Tra questi citiamo la rinegoziazione dei prestiti, indennità per chi lavora nel settore sportivo, l’estensione del fondo per mutui prima casa, i rimborsi per soggiorni o acquisti di biglietti per spettacoli o musei, un fondo di emergenza per chi lavora nel settore della cultura.

Questo terzo punto del Decreto Cura Italia vuole infatti supportare non solo le famiglie ma anche le PMI, con la collaborazione del servizio bancario e sfruttando il fondo centrale di Garanzia.

  1. Misure da applicare al settore fiscale

Dati i problemi gravi di liquidità che stanno preoccupando il Governo italiano, si è deciso di introdurre nel Decreto Cura Italia anche delle misure fiscali che riguardano alcuni settori messi più a dura prova dalla pandemia.

Lo Stato ha quindi disposto la sospensione di contributi previdenziali e assistenziali, dei versamenti delle ritenute e anche dei premi per l’assicurazione.

Possono usufruire di queste agevolazioni gli appartenenti al settore alberghiero e turistico, alla ristorazione, ai trasporti, ai centri di cultura, ai centri sportivi e a quello scolastico o ludico.

Inoltre, sono previste norme che prevedono fondi per la sanificazione di ambienti e l’incremento della sicurezza sul lavoro per le imprese, la sospensione dei servizi di verifica e riscossione dell’Agenzia delle Entrate fino a Maggio 2020, premi per chi lavora sul posto di lavoro.

Conclusione: Il Decreto Cura Italia è definitivo?

L’incerta situazione in cui versa il nostro Paese in questo difficile periodo non può che lasciare qualche porta aperta anche alle norme previste dal Decreto firmato il 17 Marzo 2020.

Che il documento sia destinato a incrementare le misure a favore degli italiani e dell’economia?

In attesa di aggiornamenti restano valide le disposizioni del Decreto Cura Italia, il cui testo è possibile leggere nella sua completezza a questo link: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/17/20G00034/sg