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Ottobre 2020

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L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha riprogrammato le nostre vite in molti modi, portando nella quotidianità di ognuno di noi dei cambiamenti inaspettati. È cambiato il modo di fare acquisti, organizzare il lavoro, vivere la scuola e programmare il tempo libero. È cambiato soprattutto il modo di fare impresa.

L’Italia adesso ha bisogno di ripartire e sono tanti i progetti che si muovono in questa direzione. Italy Up nasce proprio con lo scopo di trainare la ripartenza di Startup e iniziative imprenditoriali. Il motore è sempre l’innovazione, che adesso può trovare terreno fertile per dare vita alle nuove idee di business.

Cos’è e a che serve Italy Up

Italy Up è una call senza scadenza, aperta ai business di Startup e non solo, che hanno l’innovazione come tratto distintivo. Il progetto è promosso da LVenture Group, in collaborazione con partner corporate ed enti, desiderosi di sostenere concretamente le migliori idee di impresa per far ripartire l’Italia.

Le iniziative governative per sostenere l’imprenditoria italiana non mancano, ma anche i privati vogliono fare la loro parte e mettere in campo le risorse necessarie per la ripresa dell’economia. Questa sinergia tra pubblico e privato darà presto i suoi frutti.

Tra i partner che promuovono Italy Up ci sono nomi eccellenti, come Telepass, l’Università Campus Bio-Medico di Roma e la Regione Lazio. Si tratta dunque di partner corporate, istituzionali e scientifici, tutti insieme mossi dalla volontà di supportare i progetti selezionati.

In cosa consiste il supporto alle imprese promosso da Italy Up? Vediamo nel dettaglio il suo funzionamento e le procedure di selezione.

Il supporto alle imprese promosso da Italy Up

La call Italy Up è pensata per dare un aiuto concreto alle idee imprenditoriali più innovative e promettenti. I progetti migliori vengono finanziati con 30.000 €, da utilizzare per affrontare le nuove sfide imprenditoriali che sono scaturite dopo l’emergenza Covid-19.

Per ottenere il supporto di Italy Up, le Startup e i progetti di business devono superare un’attenta selezione, sulla base dei requisiti predeterminati dai partner di LVenture Group. Gli elementi che vengono premiati sono la creatività, il talento e la tenacia degli imprenditori. Di certo avranno la priorità i progetti dal grande potenziale e in grado di far ripartire l’Italia e la sua economia.

Italy Up non offre soltanto un supporto di tipo economico, ma le imprese selezionate possono accedere ad una rete di opportunità orientate alla crescita. Gli strumenti messi in campo da Italy Up sono il network, i capitali e le competenze necessarie.

Nel momento storico che stiamo vivendo, le imprese hanno bisogno di nuova linfa vitale. Le attività di scouting e incubazione dei progetti sono quindi decisivi e permettono di raggiungere rapidamente i risultati di business prefissati.

Le Startup e gli imprenditori che intendono presentare la propria candidatura, possono farlo sul sito web di Italy Up. Dopo il login, è necessario rispondere a tutte le domande proposte e fornire le informazioni richieste. È così che prende il via la selezione dei progetti, che vengono premiati in base al loro potenziale.

Chi supera la selezione non riceve solo il supporto dei partner per far decollare il progetto, ma anche la grande soddisfazione di essere parte del cambiamento.

Il settore bancario tedesco è stato di recente scosso dal caso Wirecard e di fatto ha fatto tremare tutto il settore fintech. Prima che scoppiasse lo scandalo, il comparto tecnologico applicato alla finanza faceva ben sperare, con una crescita costante e numeri da record. Adesso nel mondo finanziario sono emersi dei dubbi e una legittima diffidenza. Per capire meglio se si tratta di dubbi giustificati, facciamo luce sul caso Wirecard.

Caso Wirecard: cosa è successo davvero

Wirecard è una concorrente di Paypal e Western Union, infatti offre la tecnologia necessaria per trasferire denaro online e per emettere le carte di pagamento. Le carte SisalPay, ad esempio, si appoggiano proprio alla tecnologia Wirecard e i titolari di queste carte di recente hanno avuto qualche grattacapo. Le carte sono state sostituite con altre emesse da Banca5, ma la preoccupazione è stata forte.

I problemi sono nati quando il bilancio 2019 è stato ritirato in tutta fretta, perché all’appello mancano quasi 2 miliardi di euro. Il denaro avrebbe dovuto essere depositato presso una banca filippina, ma dai controlli è risultato che quel denaro non è mai transitato dalle Filippine e, di fatto, non è mai esistito.

Le conseguenze dello scandalo Wirecard

Lo scenario appena descritto ricorda vagamente il crac della Parmalat ed è facile immaginare che la società tedesca non si sia mossa in modo trasparente. Questa faccenda avrà di certo delle ripercussioni sul sistema bancario tedesco, che finora era considerato una vera eccellenza e un esempio di affidabilità.

Wirecard fa parte di un gruppo molto più grande, che include anche una banca tedesca. Un altro dato preoccupante è il rating che l’agenzia Moody aveva dato a Wirecard a fine agosto 2019. Il rating era Baa3, lo stesso cha ha attualmente l’Italia e che non lascia presagire nessun fallimento.

Questo particolare ha fatto emergere diverse perplessità in merito alla corrispondenza tra lo stato di salute reale delle società e il rating. Di certo adesso ci sono forti dubbi sull’affidabilità del rating attribuito dalle società specializzate. Com’è possibile che dai controlli di routine non sia emerso l’ammanco di 2 miliardi di euro?

Debolezza del fintech o solo frode contabile?

Il settore fintech si trova adesso sull’occhio del ciclone e sono in tanti a domandarsi se è il caso di temere per la tenuta di società simili, come la tedesca N26 o l’olandese bunq. Di certo l’evoluzione del mondo dei pagamenti digitali non si arresta, ma sono in tanti a chiedere una maggiore responsabilità da parte chi è tenuto a monitorare istituzionalmente la crescita delle società fintech.

Il caso Wirecard rappresenta a tutti gli effetti una frode contabile ed è facile prevedere che i responsabili saranno perseguiti a norma di legge. Per evitare che uno scandalo simile si ripeta, mettendo a rischio il denaro degli ignari clienti, qualcosa deve cambiare a livello istituzionale.

Non si tratta dunque di una inefficienza tecnologica, ma di un’eclatante frode fiscale da parte di una società quotata. Il settore fintech, pertanto, continua a restare in piedi e a mettere l’innovazione al servizio della finanza.